Montagnareale

"In su spirtati crinali…ove d’Eolo descese lo melato spiro,
a che lo sacero piè d’helio viroso e ardente… in fin molcente e amante, s’offerisse ad Opi… in che per aerose albe o molli occasi, di tritone s’impose l’ondosa vista...
Regale, Regna Montagna.
Brusiosa! Persa di sé! Inflorata! Di profumante vieta..."

Montagnareale, borgo collinare del Melinso, che guarda benevolmente alle isole Eolie ed al sacro promontorio di Tindari, grazie ai molteplici ritrovamenti, risulta zona abitata fin da epoche remote. La sua storia si dipana nei secoli parallelamente a quella di Patti.

Oggi, dopo secoli di dominazioni, fratture e riunificazioni, il paese di Montagnareale (già in precedenza ducato), vive una realtà di "collina tra le colline", placidamente immerso nel verde e nella quiete, rotta, soltanto, dai rintocchi del suo campanile e dallo scrosciare delle sue numerose fontane.

L’aria salubre, l’acqua ed i magnifici castagni sono le caratteristiche peculiari di Montagnareale, denominato per questo "Paese delle fontane e delle castagne".

Degna di nota, la Sagra della Castagna, che si tiene annualmente l’ultima domenica di ottobre, offre ai numerosi visitatori la visione di un paese ricco di addobbi, la degustazione delle castagne arrostite e dei dolci tipici locali.

Offre uno spunto affascinante la processione in onore della Madonna delle Grazie (ogni 15 di agosto): il simulacro della Vergine viene portato a spalla dai "flagellati", i devoti, che vestono rigorosamente di bianco, sono a piedi scalzi e si battono la schiena con una catenella, "il flagello".

Nel corso degli ultimi anni, i dintorni di Montagnareale sono stati valorizzati dal Club degli Alpini Italiani, che ha creato una serie di programmi turistici di grande interesse per gli appassionati di trekking.

Notevole l’opera di recupero e di restauro degli antichi manufatti della tradizione contadina locale: il vecchio Mulino ad acqua è tornato in auge, così come molti palmenti ed oleifici ad energia animale, nella valle del torrente Provvidenza, grazie anche al risanamento delle caratteristiche stradine di collegamento in selciato.

Di grande interesse, la recente realizzazione dei "sentieri dello spirito", tramite la collocazione di statue sacre, lungo i percorsi della pineta, nell’oasi San Sebastiano, già nota per le rituali processioni alla chiesa consacrata al Santo e ancora per il centro socio-culturale che ospita, sempre più spesso, artisti e personaggi di rilievo, nel corso di manifestazioni ed eventi periodicamente organizzati dal Comune.

...nelle sere d’estate, i cieli notturni, vasti baldacchini di un azzurro profondo, risplendono dei disegni di costellazioni, ognuno nitido e perfetto, come tracciato dalla mano di un’artista...


Patti

L'abitato originario si colloca storicamente nel periodo della migrazione dei superstiti del cataclisma, che aveva colpito e distrutto l'antica Tindari. Il nuovo sito venne da essi denominato "Epi Akten" (Epacten) cioè "sull'alta sponda", ed infine Patti.

La data ufficiale della nascita di Patti risale all'anno 1094. Il nucleo urbano originario si sviluppò attorno al convento benedettino (attuale cattedrale di Patti), fondato dal Conte Ruggero I d'Altavilla. In seguito il figlio di questi, Ruggero II elevò il convento a sede vescovile e vi costruì una chiesa per accogliere le spoglie mortali della madre, La Regina Adelaide (Adelasia), morta a Patti nel 1118.

Patti venne saccheggiata da Federico II per punire la sua fedeltà agli Angioini, ma rifiorì e cominciò ad espandersi, divenendo una delle 52 "città demaniali".

Nel 1544 subì una seconda devastazione ad opera del pirata Barbarossa, ma risorse ancora più forte e splendida di prima, sviluppando varie attività, tra cui quella della ceramica.

Dopo la battaglia di Lepanto e la fine delle invasioni dei pirati (sec. XVII e XVIII) la cittadina si ingrandì oltremodo, creando un vero e proprio borgo con ville, conventi, chiese, strade e piazze. Nello stesso periodo cominciò a svilupparsi il borgo marinaro di Patti Marina: grazie alla rete commerciale tessuta con il Mediterraneo, si esportavano svariate merci e s'importava il grano.

Un itinerario storico-culturale del centro cittadino (Piazza Marconi), presenta al visitatore la vista dei quartieri ottocenteschi, dove, oltre ai palazzi, spicca una fontana marmorea, detta "fontana del calice".

Nell'odierna Piazza Marconi si trova, inoltre, la sede dell'organizzatissima Azienda Soggiorno e Turismo, alcuni bar-gelaterie, una recente galleria con negozi di vario genere.

Altrettanto interessante è la Piazza Niosi, con il monumento ai caduti della I guerra mondiale (1930); nel suo interno si affaccia la Chiesa di S. Nicola, che custodisce tele e sculture pregiate del '700.

Degni di nota, il cinquecentesco convento di S. Maria del Gesù e la Chiesa di S. Giuseppe, fiancheggiano la Via XX Settembre.

L'intero immobile era un carcere penitenziario fino a tempi recenti. Oggi vi si tengono mostre e manifestazioni artistiche di rilievo, specie nel periodo estivo.

Risalendo una lunga scalinata si giunge alla splendida Villa Comunale, sede anch'essa di concerti e spettacoli all'aperto.

All'antico centro cittadino si accede attraversando i meandri della zona medievale. Qui si trovano il Municipio, un edificio ottocentesco, la Chiesa di S. Ippolito, riedificata sui ruderi di una chiesa bizantina, la chiesa degli "agonizzanti", ricca di splendidi stucchi.

Nel quartiere più antico, "Polline", si trova la Chiesa dedicata a S. Febronia, protettrice della città, che viene festeggiata solennemente ogni anno nel mese di luglio sia a Patti che nella frazione "Acquasanta" di Gioiosa Marea.

Poco distanti si ergono i resti del castello, di cui si conserva una torre di epoca normanna, e la Cattedrale, nel cui interno sono custodite alcune opere pittoriche ed un prezioso dipinto della "Madonna in trono" di Antonello de Saliba. Interessanti la cappella del Tronsetto del '600, in marmi policromi e la Cappella di S. Febronia, in cui si trova il sarcofago rinascimentale della regina Adelasia, di chiara impronta michelangiolesca. Nelle vicinanze della Cattedrale si può ammirare la seicentesca "Fontana Napoli", che pare fosse il sarcofago originario della Regina.


Patti Marina

Minuscolo borgo marinaro, noto per la produzione e l'esportazione di ceramiche e terrecotte (conserva i resti di alcune antiche "fornaci"), Patti Marina fornisce al turista valide attrezzature ricettive (lidi, agenzie di viaggi, mezzi di collegamento con le Isole Eolie) e la splendida "Villa Pisani", in cui si trovano un museo della ceramica ed una fornita biblioteca pubblica. Il giardino della villa, inoltre, nel periodo estivo si anima di spettacoli teatrali, cabarettistici e cinematografici.

Ma il vero gioiello di Patti Marina è la ormai nota Villa Romana, di epoca imperiale, ricca di mosaici con disegni geometrici e zoomorfi, vanta una sontuosa abitazione, una necropoli e gli impianti termali. Venuta alla luce durante alcuni scavi per l’autostrada, è una tappa piacevolmente obbligata per i turisti, gli studenti in gita scolastica e i numerosi appassionati di arte e storia.


Mongiove di Patti

Poco più grande di un villaggio, di stampo marino, Mongiove, situato alle pendici del "Monte di Giove", offre, ai numerosi visitatori, un’incantevole spiaggia, dotata di attrezzature balneari, punti di ristoro, la visione delle spettacolari grotte a picco sul mare (paradiso dei subacquei) e delle frastagliate scogliere.


Sorrentini di Patti

Piacevole sobborgo collinare, gode di una splendida posizione panoramica: il suo belvedere si affaccia sul Golfo di Patti, dominando le Isole Eolie e Tindari.

Luogo ideale per chi vuole dedicarsi al Trekking, seguendo gli innumerevoli percorsi immersi nel verde boschivo fino alle rovine dell'antica Gioiosa Guardia ("Gioiosa Vecchia"), è un vero e proprio paradiso per gli amanti del parapendio e del deltaplano, che possono effettuare i voli dalla zona di "Pizzicalori", una sorta di rampa naturale a strapiombo sul mare. Nel mese di agosto, Sorrentini, è meta di turisti e numerosi fedeli, per una caratteristica sagra in onore del Santo Protettore, Teodoro, preceduta dalla cerimonia dei "Pannusi"

"Gli Spiritati a Sorrentini"

"Qualche invasato di tanto in tanto capitava alla festa di S. Teodoro, a Sorrentini, un tempo, però, in gran numero, tanto che il vescovo arrivò a proibire quella sceneggiata di esorcismo..."

(Almanaccu Sicilianu - Fra Filici 1995)